Aaron Taylor Johnson, l’antidivo che ha una sola vocazione: fare il papà

Bambino prodigio. Così possiamo definire l’attore inglese Aaron Taylor Johnson, 31 anni: ne aveva solo sei quando ha cominciato a recitare vincendo lo stupore dei suoi genitori, padre ingegnere civile e madre casalinga. In famiglia c’è anche una sorella, sorella Gemma.

A 9 anni, nel 1999, recita nel primo ruolo importante, il figlio di Macduff in un Macbeth che aveva come protagonista Rufus Sewell. L’anno successivo è nel dramma di Arthur Miller All My Sons e, intanto, prende lezioni di ballo e recitazione.

«Sono cresciuto abbastanza velocemente, ho lasciato la scuola a 15 anni», ha detto a The Telegraph nel 2019. «Ho lavorato in un ambiente adulto sin dalla tenera età. Ho avuto un’educazione completamente diversa da quella dei miei figli».

E anche quando «ho incontrato Sam (la moglie, ndr) avevo già vissuto una vita molto al di là di quella della maggior parte dei miei contemporanei. Non mi relazionavo con nessuno della mia età».

Aaron Taylor-Johnson alla premiere di “A Million Little Pieces” nel 2019. (Getty Images)

La carriera di Aaron Taylor Johnson

Il debutto cinematografico davvero importante di Aaron Taylor Johnson è nel film Tom & Thomas (2002) di Esmé Lammers con Sean Bean, nel quale – quando ha solo 12 anni – interpreta il doppio ruolo di Tom e Thomas.

Poi passa a Due cavalieri a Londra (2003), dove interpreta un giovane Charlie Chaplin e Il re dei Ladri (2006), stesso anno in cui recita ne L’illusionista (2006), poi La vita è un disastro (2008) e Gli ostacoli del cuore (2009).

Nowhere boy, il film su John Lennon

Il 2009 è anche l’anno in cui recita da protagonista nel film Nowhere Boy, che narra l’adolescenza di John Lennon. Ma questo film è importante non solo perché lo ha consacrato alla notorietà internazionale, ma anche perché gli ha permesso di conoscere la donna della sua vita, colei che sarebbe poi diventata sua moglie.

Sul set si è infatti innamorato della regista, Sam Taylor-Wood – ora diventata Sam Taylor-Johnson – una donna volitiva e indipendente che ha ventitré anni più di lui. Ma la differenza di età non è stata un peso: da allora, i due non si sono mai separati.

La coppia nel 2018. (Getty Images)

Aaron Taylor Johnson e la moglie Sam

Quando Aaron Johnson ha incontrato Sam Taylor-Wood per la prima volta stava facendo un’audizione per il film biografico di John Lennon.

In quel periodo, lei stava divorziando dal mercante d’arte Jay Jopling, dal quale aveva avuto due figlie, Angelica Mara, nel 1997, e Jessie Phoenix, nel 2005. In un’intervista con Harper’s Bazaar, ricordando il giorno del provino, Sam ha detto che non si aspettava nulla, «solo un gruppo di attori che fingevano di essere John Lennon».

Angelica Jopling con la madre Sam e Aaron Johnson. (Getty Images)

Lui, giovane attore di belle speranze, aveva 18 anni, la regista ne aveva 42. Aaron «era passionale e sicuro di sé. Mi disse: “Non avere paura”», ha ricordato sua moglie.

I due hanno annunciato il fidanzamento alla première del film su Lennon, e hanno avuto subito la prima figlia, Wylda Rae, quando lei aveva 43 anni e lui 20. Sam ha dichiarato di non aver iniziato a frequentare Aaron fino a quando la produzione non è terminata. «Siamo stati molto professionali durante l’intero film», ha spiegato la regista. Ma, intanto, i due già si amavano.

Sam, in dolce attesa, e Aaron Johnson ai National Movie Awards. (Getty Images)

Sul loro fidanzamento, gli amici «hanno reagito davvero positivamente», ha spiegato lui. E lei era, tanto per cambiare, sulla stessa lunghezza d’inda. «I miei amici e la mia famiglia sono stati davvero adorabili e di supporto. Siamo così sincronizzati», ha spiegato la regista. «Passiamo insieme ogni minuto della giornata». Poi, quando l’attore ne ha compiuti 21, è nata anche la loro seconda bambina, Romy Hero.

Aaron Taylor Johnson: «Quello vecchio sono io!»

Della loro differenza di età, Johnson ha detto: «Io sono una anima vecchia, lei è un’anima giovane. Noi non vediamo la differenza di età, vediamo solo l’un l’altra».

Il matrimonio è arrivato nel giugno 2012: oltre alle fedi, i due si sono scambiati anche i… cognomi. «E un anno dopo il nostro incontro, esattamente un anno dopo, mi sono inginocchiato e le ho chiesto di sposarmi», ha raccontato lui.

Sempre sul tema della differenza di età, Aaron ha dichiarato di non guardare Sam «come se fosse molto più vecchia di me. Mi sento come se fossimo sulla stessa strada. Con lei mi sento come se fossimo come due anime che sono state unite insieme».

Nello stesso anno, il 2012, gira il sequel di Kick-Ass, mentre tra il 2014 e il 2015 è il protagonista di Godzilla e poi di The Avengers: Age of Ultron, trasformandosi ancora una volta in un supereroe.

Il matrimonio di Sam e Aaron Taylor Johnson

Durante un’intervista con il Daily Beast nel 2019 per promuovere il loro film A Million Little Pieces, la regista ha spiegato che «siamo insieme da oltre un decennio ormai, quindi mi sento come se fossimo meno oggetto di conversazione per le persone». Lei, però, ama parlare del marito perché «è una storia così positiva, siamo insieme ancora dopo dieci anni e lavoriamo insieme e abbiamo creato una famiglia unita insieme. Potrebbe essere un messaggio positivo per le persone là fuori».

Sulla longevità della loro relazione, non ci sono segreti. «Non analizzo veramente la nostra relazione. So solo che funziona», ha detto Aaron a Mr Porter nel 2017. «Mi sento sicuro, amato e al sicuro. Abbiamo questa connessione molto profonda. Ho imparato a non leggere ciò che scrivono sul mio conto. In rete ci sono un mucchio di cose orribili, ma non permetto a questi pettegolezzi di entrare nella nostra vita».

Sam «è uno spirito giovane. Siamo complementari, nella vita di tutti i giorni e anche nel lavoro. Lei mi incoraggia e mi ispira continuamente e io cerco di fare lo stesso con lei».

«Non ama le feste, preferisce stare in casa»

A tenerli uniti è l’essere «molto affiatati», ha spiegato invece lei. Aaron a vederlo «è giovanissimo, ma di carattere è pacato. Non ama le feste, preferisce stare a casa e cucinare, portare a spasso i cani e badare alle galline, raccogliere le uova e preparare la colazione». Lui ricambia con lo stesso amore: «Sono fortunato ad avere questa donna al mio fianco», ha scritto su Instagram.

Il rapporto con la moglie

La loro è un’esistenza normale, quasi comune: il lavoro, la gestione dei figli, 4 in tutto tra vecchie glorie e new entry. Ad Harper’s Bazaar nel 2019 l’attore ha spiegato che, con la sua famiglia, «viviamo molto in casa, letteralmente. Non vedrete mai i nostri figli o nessuno dei nostri momenti più personali sui social media o sulla stampa. Abbiamo le nostre vite professionali e la nostra vita insieme, e le teniamo separate».

Aaron Taylor-Johnson e la moglie. (Getty Images for Gucci)

Ha imparato a farsi scivolare le cose addosso

La scelta tra pubblico e privato è sempre una: la privacy. A Vulture nel 2017, lui ha spiegato che nei suoi confronti «l’attenzione era sempre invadente. Ma mi ha portato a un punto in cui posso più rapidamente dire, “Oh, fanc*** “, invece di voler strappare la testa a qualcuno per aver fatto domande che non mi piacciono».

L’amore secondo Aaron Taylor Johnson

L’amore per l’attore è «qualcosa di fatale. Quando ho incontrato Sam ho avuto l’impressione che un filo invisibile ci unisse da sempre. Mi sono innamorato e ho sentito il desiderio di creare una famiglia. Volevo essere circondato da bambini».

E pure lei la pensa uguale: «È stato fantastico innamorarsi follemente, sposarsi e avere figli», ha detto a The Guardian. «Essere in una relazione fantastica, esserne uscita da una difficile, è stato così bello».

Il cognome in comune

Quando la coppia si è sposata, ha preso una decisione originale anche riguardo i propri cognomi. Aaron Johnson e Sam Taylor-Wood hanno infatti deciso di unire i loro cognomi, creandone uno nuovo, Taylor Johnson. «Non vedo perché le donne debbano prendere il nome dell’uomo», ha detto lui nel 2012. «Volevo essere parte di lei tanto quanto lei voleva essere parte di me».

In un’intervista con l’Evening Standard del 2014 ha aggiunto di non essere «il tipo di maschio che deve mettere la mia impronta su tutto. Quel genere di cose da schifo. Noi volevamo dare unità alla nostra famiglia. Volevo abbracciare il suo nome. Preferirei indossare il suo nome su tutto che sul mio».

Aaron Taylor-Johnson e il suo ruolo di papà

Ma, tra tutti suoi ruoli, quello che preferisce è quello di… papà. Nel 2015, la regista ha detto al Guardian: «La cosa grandiosa di Aaron è che è felice di non lavorare e di essere a casa con i bambini mentre io lavoro».

Lui ha confermato: «Ottengo più soddisfazione dall’essere un padre che dall’essere un attore», ha spiegato. Anche perché «sono stato cresciuto da donne. Ora sto crescendo donne. Sono sempre stato meglio con le ragazze. Vivo in una famiglia di sole donne. Ho anche due cagnoline».

Sam Taylor-Johnson e il marito. (GettyImages)

E anche se, come padre, si merita un super punteggio, riconosce anche quanto sia fantastica la donna che ha al suo fianco: «Le mie ragazze hanno la donna migliore a cui guardare. È la donna più forte che conosca. È così stimolante e intelligente. Le mie ragazze lo saranno anche tutte donne forti».

Il motivo per cui «mi sveglio la mattina», ha aggiunto, «è per stare con la mia famiglia. Quando ero più giovane, recitare è stato il mio primo amore e passione. Ma da quando ho incontrato Sam, lei e i miei figli sono la mia priorità e la mia vita».

La paternità lo rende «felice. Abbiamo quattro splendide figlie: Angelica e Jessie dal primo matrimonio di mia moglie Sam e le mie piccole Wilde e Romy, che rendono la nostra famiglia incredibilmente felice. Mi piacerebbe rinunciare alla recitazione e dedicarmi a solo a fare il genitore. Di recente, ci penso spesso, perché no?». Già: perché no?

L’inizio del successo

Il successo planetario di Aaron Taylor Johnson arriva nel 2010, quando viene scelto per interpretare Dave Lizewski nel film Marvel Kick-Ass di Matthew Vaughn. Il film ha un successo incredibile e viene apprezzato da pubblico e critica. Negli anni successivi prende parte a Le Belve di Oliver Stone.

«Quando ho deciso di fare questo film ho preso in considerazione diversi elementi», ha spiegato. «Alla mia età non ci sono molte opportunità di lavorare con grandi registi che hanno la visione e la passione di Oliver Stone. Sono molto attento a quello che faccio. Sono stato molto fortunato».
Oliver Stone «alza la media dei registi con cui ho lavorato. Ti dà un sacco e nello stesso tempo richiede molto, questo è il suo bello. Ti sta addosso e tu sai che come attore devi dargli il massimo per forza. Lui sa esattamente quello che vuole».

Oliver Stone «mi ha fatto crescere molto»

Non solo: «Oliver è super energico. Non credo che dorma mai! Mentre sta lavorando ad una scena, preparando a tutti i dettagli, può capitare che stia pensando a quello che dovrà girare due giorni dopo», ha detto. Si occupa di tutto «come farebbe un artigiano ed è per questo che i suoi film sono così forti e struggenti. Oliver ti educa a questo mondo e allo stesso tempo ti chiede di metterti in discussione, vuole che tu ti ponga domande su quello che stai facendo».

Per recitare con Stone, «ho dovuto fidarmi di lui, cosa che ha realmente pagato. Sono stato messo alla prova come attore e ne ho guadagnato moltissimo. Mi è piaciuto tutto, dal dettaglio della ricerca alla regia. Sento di essere cresciuto molto».

Animali Notturni

A proposito di crescita professionale, probabilmente il suo ruolo in Animali Notturni (2016) di Tom Ford è la sua interpretazione migliore.

Il film, presentato alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, oltre ad Aaron vanta un cast stellare: recitano anche Amy Adams, Jake Gyllenhaal e Michael Shannon.

Il suo ruolo – quello dello psicopatico Ray Marcus – gli fa vincere un Golden Globe 2017 come Miglior attore non protagonista.

L’attore insieme a Tom Ford. (GettyImages)

«Che onore incredibile», ha detto. «Grazie per aver riconosciuto il mio lavoro. Grazie a Tom Ford, grazie A tutto il team, grazie Foqus, Universal. Grazie a mia moglie, sei la mia anima gemella e ti amo. Sono fortunato ad avere due figlie e due genitori che mi amano».

Aaron Taylor-Johnson in Kraven the Hunter

Aaron Taylor Johnson sta finendo di girare il suo ultimo film, Kraven the Hunter, uno dei prossimi progetti ispirati ai fumetti Marvel che saranno prodotti dalla Sony. La data di uscita nelle sale è prevista per il 13 gennaio 2023.

Sulle pagine di Hero Magazine, l’attore ha spiegato ad Andrew Garfield la sua preparazione fisica per quel ruolo: «Sono nel Regno Unito. Sto alloggiando qui perché devo sottopormi alla preparazione fisica per le scene d’azione di questo film».

Secondo l’attore, bisogna considerare molto l’aspetto fisico in ogni ruolo «perché è quello che si può vedere da un fumetto. Si tratta di un’altra nuova sfida, si parla di mettersi sotto pressione costantemente». E a proposito di sfide, vivere con quattro – seppur splendide – donne è forse la “sfida” più gratificante e piacevole della sua vita.

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Aaron Taylor Johnson, l’antidivo che ha una sola vocazione: fare il papà – iO Donna