Alex Pina, in ‘Berlino’ toni leggeri e rapine

Un personaggio “con una personalità piena di sfaccettature, interessante, cool, imprevedibile, per il quale non c’è mai stato un percorso definito, perché può in ogni momento deviare. Ci si sente molto liberi quando si scrive di lui “. Sono fra gli aspetti che hanno spinto Alex Pina, il creatore di La casa di carta a firmare insieme a Esther Martínez Lobato uno spin-off/prequel su Berlino (Pedro Alonso) uno dei personaggi più amati della serie heist spagnola diventata un fenomeno globale di Netflix, che si è conclusa a dicembre 2021 con la seconda parte della quinta stagione. Della nuova serie per la piattaforma,’ La casa di Carta: ‘Berlino’, sono al via le riprese (“finiremo di scrivere le puntate durante la lavorazione” aggiunge Pina). Fra le ambientazioni principali sono Spagna e Francia. “Ci siamo chiesti come potessimo viaggiare nella personalità di Berlino. Qui troverete messo in luce un suo aspetto leggero e anche romantico. Nella storia ci sono dei toni anche di commedia, pur restando comunque centrale il racconto delle rapine che compie – aggiunge Pina, presentando la serie in una conferenza stampa internazionale anche in streaming da Madrid -. Lasciamo stavolta un po’ da parte gli aspetti più cupi e certi comportamenti di psicopatico di Berlino (che in La Casa di Carta si sacrifica per i compagni, ndr). Qui torniamo alle sue origini”.
Gli appassionati della serie ‘madre’, troveranno anche “dei legami con quell’universo, ma questa è una storia molto diversa, conosciamo più a fondo Berlino, e aspetti meno raccontati della sua vita, come essere stato un gigolo prima di diventare rapinatore”. Sapendo qual è stata la fine di Berlino ne La casa di carta (del quale ha debuttato a giugno sulla piattaforma il remake coreano) “la sfida è stata pensare al suo passato, andare indietro nel tempo (in un periodo che non viene definito) e vederlo fare cose che non avremmo immaginato, come vederlo innamorato” sottolinea Esther Martínez Lobato. “Mi emoziona come Berlino continui a farmi regali come attore tra un ciclo che finisce e uno nuovo che inizia – spiega il protagonista Pedro Alonso -. Questo personaggio è come un lunapark, che (idealmente) sa sopravvivere alla morte, al limbo, all’inferno, passare da un lato oscuro a uno più leggero”. Veniamo “dal mondo ostile di La Casa di carta; in questa nuova serie c’è qualcosa di più leggero. Non vuol dire che non sia un mondo anche tragico e scatenato ma ha anche degli aspetti più confortevoli. Ci ritrovo l’atmosfera di alcuni grandi film del cinema classico”. Nell’incontro con i giornalisti vengono presentati anche gli altri interpreti a fianco di Alonso: Michelle Jenner, nei panni di Keyla, “un ingegnere informatica molto abile con i computer, meno con le emozioni” dice l’attrice; Tristan Ulloa, che è Damian, un grande amico di Berlino, “un po’ il suo ‘grillo parlante’; Begona Vargas, nei panni di Cameron, una giovane donna piena di vita e un po’ folle; Julio Pena è Roi, il principale collaboratore di Berlino, in cui “ho una fiducia assoluta, perché mi ha salvato da una situazione di vita molto dura”; Joel Sánchez è Bruce; “un personaggio un po’ folle, che vive secondo il motto ‘carpe diem’ vuole godersi il presente”. Dopo anche la pandemia “avevamo voglia di fare qualcosa più leggero, in un mondo dove abbiamo la guerra in Europa e la crisi economica dietro l’angolo – aggiungono Pina e Martinez Lobato -. Per noi è anche un ritorno dopo anni alla commedia”. A chi gli chiede se la serie richiami un grande successo di Netflix come Lupin, Pina risponde che “non c’entra nulla, prendiamo una strada molto diversa”. Naturalmente c’è la pressione di tornare a confrontarsi con il pubblico: “Sappiamo che già molti aspettano questa nuova serie, ma anche che magari vorrebbero ritrovare toni e ed emozioni de La casa di carta. Qui però c’è un dna diverso”.

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