I ‘tweet’ di Elon Musk contro la democrazia — L’Indro

“Rimane il fatto che capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando”

(P. Roth, Pastorale americana)

Il 19 novembre appena passato alle ore 1:47 am vengono pubblicati su Twitter for phone dal sito personale di EMusk, primo segnale, i risultati finali di un improbabile sondaggio privo di attendibilità statistica ma fortemente caratterizzato quanto alla sostanza politica. Di Musk ho già troppo parlato in occasione del suo acquisto ballerino di Twitter, una piattaforma social privata che rappresenta bene lo stato del mondo attuale dove la politica pubblica ‘lavora’ come dice un cialtrone leghista che non citerò. Un anti euro, giusto per darvi una dritta, anche se tra quella gente ce ne sono molti. Si fa politica ormai con i tweet, è comodo non devi dichiarare nulla di serio, il confronto/scontro avviene sul botta e risposta. Puoi negare, oltraggiare, sfanculare mentre il mondo passa altrove con i suoi problemi.

Un individuo questo Musk emblema del peggio di quanto il mondo purtroppo ci offre, insieme a tanti altri sodali iper miliardari che pensano anzi sono convinti di orientare il mondo, social e sociale. E purtroppo è così ormai. Insomma dopo grotteschi traccheggi si è preso il social dove si allena il pensiero a micro funzioni cerebrali, vedasi gli utilizzatori seriali come Trump, il Renzi oggi tantissimo l’infame Calenda e tanti altri figuri, e si producono significati e simboli sociali. Così appena entrato licenzia alcuni manager invisi e taglia i dipendenti mandandone molti a casa. Motivo? Nel capitalismo lo chiamano rilancio dell’azienda, come sempre, io compro un’azienda la spacchetto cioè la smembro, ne faccio tanti più pezzetti ognuno dei quali ha lavoratori che diventano in parte esuberi allora prendo e li licenzio. Ricorda qualcuno la Gkn di vicino Firenze, Italia? Appena l’anno scorso era in attivo, viene acquistata da un fondo di investimento quei luoghi remunerativi dove diversi di voi hanno i loro soldi investiti. E che il Fondo? Compra scorpora rivende. Queste le tre leggi auree. Il “santo” Draghi, ricordate? non ci pensò proprio ad aiutare la Gkn, lui vola troppo alto, fa il banchiere del wheatever…. ecc. ecc., mica il presidente del consiglio che si occupa di comunità sociali. Mi taccio che è meglio. Insomma il Musk neo sodale del fascista Trump, che guarda che strano si dichiara amorevolmente pochi giorni prima delle elezioni del mid term andate poi abbastanza male, e non avevamo alcun dubbio che fosse uno di destra non repubblicana, è quello delle auto Tesla a guida autonoma che bruciano, come pochi giorni fa, e dei viaggetti nello spazio che vorrebbe privatizzare per i suoi dementi plurimiliardari con lo sfizio di un’apparizione veloce nello spazio a suon di milioni di dollari perché se no come li spendono?

Così abbiamo un altro privato cittadino che orienta e manipola le sorti di un paese attraverso la ‘legge’ personale di un suo social privato fa un finto sondaggio senza che alcuno sappia, come gli antichi pentastallati ed è tutto dire, delle caratteristiche socioanagrafiche di chi ha risposto. Pronunciandosi non si sa chi su un solo quesito circa l’opportunità di ridare la parola ‘cinguettante’ ad uno come Donald Trump a cui il Ceo precedente l’aveva tolta arbitrariamente in seguito ai violenti e scomposti attacchi compiuti da presidente degli Stati Uniti arringando le sue folle armate paramilitari e terroristiche nel tentato colpo di Stato contro la sede del Parlamento americano il 6 gennaio del 2021. La domanda è stata: Reinstate former President Trump?. Come Barabba, primo populista della storia, volete voi popolo reintegrare il presidente (notate che non è scritto ex, altro segno di vicinanza politica tra i due) Trump sulla oggi “mia” piattaforma Twitter dopo che era stato ingiustamente bannato da un altro privato che l’anno scorso lo aveva ritenuto individuo pericoloso con le sue incendiarie frasette golpiste?

Problematico allora come oggi perché nel discutere dell’uso del mezzo per comunicare, il medium è il messaggio come diceva il teorico canadese Marshall McLuhan, ci si è dimenticati che ormai trattiamo di temi della res publica su strumenti del comunicare gestiti da privati con profitti enormi. Così privati cittadini definiscono, orientano, manipolano, persuadono in una cornice di senso e di significato del mondo odierno in un viaggio senza ritorno verso l’era digitale post umana che sta azzerando le condizioni di espressione di una cultura analogica ormai obsoleta. E con essa le vecchie forme di rappresentanza partecipazione militanza impegno. Insomma, è il rattrappimento della democrazia i cui esempi sono così tanti che è inutile che li indichi. Li conoscete bene. In quel finto chiamare il popolo a far finta di contare esprimendosi su una domanda binaria chiusa, sì/no, oltre 15 milioni di americani sconosciuti sono emersi dalla rete senza alcun carattere di conferma attendibilità certificazione, come i cialtroni a cinque stelle tanto tempo fa, che non si sa neanche se sono mono risposte o plurime, avendo potuto manifestare il proprio pensiero con nickname o identità fasulle più volte. Per esattezza 15.085.458 forse americani hanno votato. Non sappiamo neanche chi sono, di dove, l’età, l’orientamento politico-razziale, religioso, sessuale, status socio-economico, il sesso, residenza. Nulla, mistero fitto. Si è dato solo in pasto alle masse esterne agli utilizzatori di quel social l’esito di un improbabile forse fasullo voto con un inutile ignorante modello comunicativo che ha rattrappito il pensiero, lo ha ridotto ad un livello basico con cui gente come Trump e Renzi tra i primi, non a caso, hanno sedotto masse sempre meno acculturate. Ma poi T., parlo di Twitter ma pensandoci un po’ vale anche per Trump, è divenuto veicolo di una forma pre razionale e prelogica di pensiero ridotto ormai alla spettacolarizzazione di un aggettivo azzeccato o di brevissimi commenti violenti per contrastare micro pensieri altrui.

Un’infosfera ideale per uno come Trump in un’epoca tornata ad uno stadio di ferinità dell’uomo come se l’evoluzione umana si fosse troppo compressa ed avesse così trovato un sistema virtualizzato di esposizione del proprio ‘doppio’ impresentabile privo di freni. Un blocco genealogico dell’incivilimento umano giunto ad alte vette dello spirito che chiedeva un ritorno alla carne al pane al pane… all’affermazione di un narcisismo ignorante privo di orpelli mediazioni. Un ritorno all’uomo-bestia, all’animale interiore che cerchiamo di scacciare. Un pensiero dunque che fluttua naviga e si rapprende in un’epoca di una cultura staccatasi dall’era Gutenberg di invenzione della stampa e disintegratasi in un accogliente conformismo di massa. Un linguaggio social che ha prodotto l’instaurarsi dell’omogeneità, uniformità e continuità. Appunto ciò che twitter ed altri social hanno forgiato nell’infosferadigitale. Con T. divenuta la più gigantesca agenzia di stampa globale che ha frantumato altre fonti di notizie, luoghi di formazione delle opinioni, sedi di costruzione dell’agenda setting, la strutturazione gerarchica delle notizie per i palinsesti dei media televisivi e non. Nuove forme di trasporto di merci ed informazioni che non solo portano ma traducono e trasformano il mittente, il ricevente ed il messaggio e “l’uso di un qualunque medium, o estensione dell’uomo che altera gli schemi d’interdipendenza tra le persone come altera i rapporti tra i sensi”. Questo è uno dei mutamenti significativi che ha inciso sull’offerta politica con l’accelerazione di potere e velocità di connessione trasferita da consolidate sedi istituzionali svuotate di autorità oggi all’inseguimento di un twittame del reame dalle forme brutali volgari compulsive. Con il medium che trasporta i messaggi che ha il potere di fornire senso al messaggio. So che vi state chiedendo come sia andata a finire quella pseudo votazione libera nei confronti del reintegro o meno di the Donald. I Sì al reintegro hanno raccolto il 51,8% mentre i No il 48,2%. Tutto bene? no, per nulla. Ripeto, non sappiamo nulla di questa pseudo forma democratica diretta di falsa libera partecipazione che avrebbe, vorrebbero, sostituito la vecchia e farraginosa votazione con matita o elettronica la seggio come comicizzò il Grillo ex comico ormai profeta. Diversi in quest’epoca digitale vorrebbero impiantare un bel format di click e like da casa. Una democrazia da salotto devolvendo le fatiche di ogni ordinamento democratico ad agenzie specializzate, politici al comando, poteri veramente forti e suadenti quanto pericolosi. Escludendo dunque dissidenti, pezzenti, poveri, indigenti, disturbati mentali, le nuove categorie pericolose di un Lombroso pensiero. Con i vecchi anarchici puttane e malformati. Un disastroso esempio empirico ricavato da quel movimento di molti invasati ignoranti che ululavano da ‘onorevoli’ (ma mi faccia il piacere, con Totò!) onestà, onestà. Quelli che volevano svuotare il Parlamento occupato da fior di figli d’introcchia come dicono a Napoli, di democristiani, dislocati in Italia in tutti i partiti, che se li sono rimangiati. Ultimo il vecchio Tabacci con Giggino, esaltato come molto intelligente! Perciò preferisco occuparmi d’altro… Quelli di una politica diqualche decina di migliaia di iscritti vocianti di un’anti politica mediatica diretta con tastiera in votazioni semi segrete su temi manipolati dal Grillo in una ben remunerata piattaforma digitale. Senza che nessuno fosse al corrente dell’esistenza fisica reale dei presunti votanti, amici di amici di amici…, della loro validità e reputazione essendo i tabulati dei nominativi secretati da quella piattaforma purtroppo per lui intestata a sua insaputa ad un famoso filosofo svizzero. Questa la post democrazia finto democratica partita con gli streaming di esaltati a filmare e dire tutto in totale trasparenza, al modo del distopico “Il Cerchio” di Dave Eggers, perché il popolo doveva sapere e decidere (per finta), per finire con silenzio e segreto assoluto su riunioni incontri scazzi e conflitti con qui esplose il M5s per divenire un forse partito ma pure movimento con tanto accentramento del nuovo leader “rivoluzionario” il trasformista Conte Giuseppe. Ancora una volta, guai chi dice che è mio parente, nulla a che spartire. Insomma tutto ciò che mobilita uno come Musk è foriero di avere i connotati di una continua boutade in cui tra frizzi e lazzi d’impronta megalomane e finto scandalizzante innerva tutte le marce di un credo economico ed aziendale d’impronta fortemente aziendalistica nei modi e contenuti neo liberisti.

L’acquisto di twitter per Musk gli permette di confermare sue affermazioni secondo cui lui vuole una libertà di espressione totale senza contenuti di moderazione per chi volontariamente infiltra fake news. Certo essere l’uomo più ricco del mondo e controllare la più importante piattaforma informativa del mondo, segno dell’epoca di decadimento concettuale e della conoscenza, è un fatto che chiama in causa tutti noi. Lui con i suoi 80 e passa milioni di seguaci o i seguenti, i followers coloro che seguono i pericolosi fascinosi pifferai magici, è il padrone di Twitter, mentre Twitter non è solo Musk, ma un potere onnipervasivo che regola, orienta, manipola, persuade con i suoi gadgets, come quelli degli altri colossi della Rete con i cookies, i dolcini, ma che carucci! E Trump dinanzi a questa offerta che ha risposto? Ha comunicato di non essere interessato, e ti credo ha messo su un social dal nome da ridere per un individuo come lui, si chiama infatti Truth, Verità, con fondi e finanziamenti copiosi da parte di decine di miliardari di destra ancora razzisti e suprematisti. La verità solo sua di chi nega la realtà, la sua di golpista estremista di destra che in una democrazia meno balbettante di quella americana dovrebbe essere messo nelle condizioni di non nuocere. Libertà di parola, di opporsi, di dissentire? Bene fino a quando le strutture e l’architettura della democrazia non vengono minate dall’interno da uno che ha addirittura fatto il Presidente e che continua a negare di aver perso le elezioni nel 2020! Perché peraltro è uno psicopatico. Come l’altro fascista il brasiliano Bolsonaro che ha dichiarato di non accettare la recente vittoria di Lula. Queste sono mine profondissime per ogni democrazia, significa voler arrivare allo scontro armato. Ma allora la libertà non esiste, dirà il solito di destra che già opprime di suo? Sì ma lo Stato deve garantirsi poi il monopolio della violenza legittima. Se no diviene altro. A questo mirano destre nostrane e globali. Con tutti i mezzi. Qui la cocomera del consiglio ha già minato il campo. Ormai la guerra di classe dei Musk e compari è vinta, si cominciano a combattere i poveri. In Italia si stanno portando avanti i pericolosi ed ignoranti nero-bruni di governo.

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